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Non solo Feydeau


 

"Non solo..." è un modo di dire in gran voga, ma poche volte si riferisce alla realtà, come in questo caso. 

Feydeau è un autore fantastico. I suoi spettacoli sembrano congegnati in veri e propri labirinti, dove i protagonisti si rincorrono impazziti all'inseguimento o alla ricerca l'uno dell'altro, o di una via d'uscita, senza trovarsi o trovare, fino all'ultimo istante di rappresentazione, né gli uni né l'altra ma ingarbugliando sempre più la propria "posizione". Oppure in grandi spazi, con porte e controporte che sbattono, aprendosi e chiudendosi simultaneamente, con angoli e nascondigli che celano o custodiscono equivoci paradossali, creando un andirivieni e una confusione di personaggi che danno vita a dei veri e propri intrighi dai quali, sembra, non ne debbano più uscire.
La verità quasi assurda di questo autore è che riesce a far combaciare questi continui avvenimenti, legandoli fra loro con meccanismi perfetti e la difficoltà di realizzazione di una sua opera sta proprio nel mettere insieme e con ordine, tutti questi elementi.

Tutto questo è Feydeau! E ancora potremmo parlare e parlare...ma!
Per gustare una sua "versione integrale", dovremmo tornare a fine '800, quando lo spettatore accorreva a quella che era la più importante fonte di divertimento ed era quindi disponibile a lunghe rappresentazioni (magari portando con sé anche uno spuntino). Oggi non è possibile "reggere" quasi quattro ore di spettacolo, specie se nel contesto ci sono continue ripetizioni di battute, di situazioni ampliate più del necessario o magari molte scene, di cui alcune anche visivamente spettacolari, ma completamente prive di quell'umorismo che dà per scontato, chi fa la scelta di un Feydeau.

Ed eccoci arrivati al "non solo"! 
Eliminando, in ben cinque selezioni (moderatissime dapprima, poi sempre più serie) tutti i "fronzoli" e le scene, diciamo pure di massa, più giuste e più realizzabili in un film, vuoi per gli spazi, vuoi per i costi (trenta comparse non sono proponibili in uno spettacolo di prosa), eliminando quindi e tagliando qua e là, ho dovuto ricucire là e qua e, nell'assembrare il tutto, anche inventare. 

Chi mi segue da tempo sa che ho il maledetto vizio di voler mettere le mani in pasta, che il "fai da te" mi ha sempre affascinata e mai come in questo caso, costretta da una necessità, mi sono divertita a farlo. 

I miei spettatori mi perdonino, dunque, se ho apportato al testo qualche modifica e se l'ho tradotto dall'originale a mio modo e piacimento.
Tranquilli! L'intreccio dello spettacolo è un Feydeau puro!
Buon divertimento, miei cari!


Lucia Modugno

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