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 CREDITS
   

 Luis SEPULVEDA

 

Opere:       

IL VECCHIO CHE LEGGEVA ROMANZI D'AMORE
STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNO A VOLARE
IL MONDO ALLA FINE DEL MONDO
LE ROSE DI ACATAMA

 

 Su

Uno fra i più recenti prosatori cileni è Luis Sepúlveda, (n. 1949) autore di romanzi di impegno ecologista, cantore appassionato della natura e dell'umanità del "mondo alla fine del mondo". Il suo nome è legato soprattutto alla Patagonia, ma nei suoi libri ha raccontato anche l'anima rarefatta e spaziosa dell'altro Cile, altrattanto remoto ma meno conosciuto: il Norte Grande degli altipiani, del deserto e dei minatori. 
Anch'egli colpito dalle torture del regime e dall'esilio, stabilitosi in Europa non ha smesso l'impegno attivo e ha raggiunto la notorietà internazionale con Il vecchio che leggeva romanzi d'amore (1989), storia della sfida mortale tra un uomo in apparenza inoffensivo e un "tigrillo". Sono seguiti: Il mondo alla fine del mondo (1992), Un nome da torero (1993), vicenda di spionaggio tra la Patagonia e la Germania, la frontiera scomparsa (1994) e, nel 1996, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, un libro per ragazzi.

E' autore di numerosi scritti. Ne riportiamo una breve selezione nella pagina ARTICOLI.


Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Questo  libro,  pubblicato per la prima volta da Guanda, con la traduzione di Ilide Carmignani, è Diviso in otto capitoli, è un classico romanzo di avventura, ambientato nella foresta Amazzonica. L'autore utilizza un linguaggio piuttosto semplice, a volte fa anche uso di espressioni volgari che, tuttavia, contribuiscono a dare realismo al racconto. Il punto di vista è esterno.
Il protagonista è un vecchio di nome Antonio Josè Bolivar Proaño, colono del villaggio di El Idilio, un villaggio nel mezzo della foresta Amazzonica. Rimasto solo dopo la morte di sua moglie visse a lungo nella tribù degli indigeni Shuar, dai quali imparò l'arte della caccia e uno stile di vita legato al rispetto della natura.Come suo antagonista troviamo invece il sindaco di El Idilio.

Proprio perché Antonio è in grado di comprendere i ritmi della foresta viene scelto per andare ad uccidere la femmina di tigrillos,che, da qualche tempo, sta sterminando numerosi gringos a causa dell'uccisione dei suoi piccoli.   Antonio, aiutato dal dentista Rubicundo Loachamìn, scopre intanto la sua passione per i libri, specialmente per quelli d'amore. Pentitosi per aver ucciso il tigrillos torna alla sua povera capanna e ai suoi romanzi d'amore. Alla storia narrata in questo libro è strettamente legato il tema dello scempio che oggi si sta facendo del nostro patrimonio forestale mondiale.


Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
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Questo racconto per ragazzi ha le caratteristiche di una favola moderna perché fa riflettere molto su alcuni temi vicini al nostro tempo: l’amore per la natura e la sua salvaguardia, l' indignazione per i danni procurati all’ambiente dall’uomo, la solidarietà verso chi proviene da altri Paesi e ha una lingua e una cultura diversa, e la generosità verso chi è in difficoltà.
E' affrontato anche il tema del passaggio dall’adolescenza alla vita adulta.
I gatti sono un po’ come i genitori, quando Fortunata vola, i suoi amici gatti sono orgogliosi per averle fornito i mezzi per conquistare l'indipendenza, anchese un po' tristi perché lei si allontana.
La lettura è molto piacevole perché l’autore fa parlare gli animali con espressioni spiritose e usa molti dialoghi che permettono di capire meglio le vicende e di provare gli stessi sentimenti dei personaggi.  Dal romanzo è stato ricavato un film di animazione italiano che ha avuto molto successo.


Il mondo alla fine del mondo

Il 16 giugno del 1988, provenienza Cile, un inquietante messaggio approda ad Amburgo, stampato dal telefax di un'agenzia giornalistica legata a Greenpeace e particolarmente impegnata in campo ecologico. Secondo il dispaccio, la nave officina giapponese Nishin Maru, comandata dal capitano Tanifuji, ha subito gravi danni in acque magellaniche; si registra la perdita di diciotto marinai, insieme a un numero imprecisato di feriti. È l'inizio dell'avventura. Il protagonista, un giornalista cileno esule dal suo paese per motivi politici, grazie a febbrili ricerche e ingegnose congetture giunge alla conclusione che il Nishin Maru, ufficialmente demolito a Timor, stava praticando illegalmente, e del tutto impunito, la caccia alle balene nei mari australi. Una giovane attivista di Greenpeace, inoltre, lo mette in contatto telefonico con un misterioso personaggio, il capitano Jorge Nilssen, che di tutta la faccenda sa senz'altro qualcosa in più . Raccogliendo l'invito di quell'esperto, schivo e generoso marinaio, il nostro ecologista tornerà a navigare sulle rotte della sua giovinezza, fino a scoprire, in un crescendo di suspense, la tremenda, impensabile verità, l'esito fantastico di una vicenda cruda e incalzante.
Chi ha letto ed amato il precedente romanzo di Luis Sepùlveda potrà di nuovo ascoltare, in queste pagine, il grido indignato - ma anche il canto ammaliante - della natura ferita, la protesta contro una cieca follia di cui pure l'uomo rimane vittima. Ma anche qui, come nel Vecchio che leggeva romanzi d'amore, l'urgenza dell'attualità assume i contorni fantastici del mito. Non più il tigrillo, ma cetacei, delfini ed uccelli, altrettanto leggendari e altrettanto braccati; non più la foresta amazzonica, ma i mari insidiosi, le coste frastagliate, il cielo freddo e lattiginoso del "mondo alla fine del mondo ". Questo lembo estremo del pianeta (con le sue distese infinite, le sue navi fantasma, i suoi capitani indomabili) si trasforma simbolicamente, nel luogo dell'apocalisse. Ma può essere, come per il protagonista, l'universo in cui l'uomo ritrova l'unione con le proprie origini, l'armonia con gli elementi e, soprattutto, un anelito indistruttibile alla speranza.


Le rose di Atacama

Il viaggio, il vagabondaggio per il mondo, è qui che si collocano le storie non altrimenti possono essere definite - raccolte in questo libro. Lo scrittore narra le vicende di personaggi anonimi e marginali incontrati per il mondo, uomini e donne che hanno in comune l'aver fatto della propria vita una forma di resistenza. Un amico cileno che ha diretto la rivista Analisis, prima barricata della lotta contro Pinochet. Un cantante che ha partecipato alla Primavera di Praga. Un cameraman olandese ucciso dall'esercito del Salvador. Uomini che non hanno mai sperato di uscire dai margini, ma che per una volta sono affiorati, con le loro storie, dal buio dell'oblio. Come le rose che, in un solo giorno dell'anno, ricoprono il deserto di Atacama. Contenuto Con quest'ultimo libro Luis Sepùlveda riconferma la sua fama di grande narratore, dotato di forte passione e di straordinaria sensibilità per le molteplici espressioni dell'animo umano. Dopo Incontro d'amore in un paese di guerra ePatagonia Express, lo scrittore cileno torna a raccontare intense storie di vita, raccolte nel corso degli anni in varie regioni del mondo. Appartengono a uomini e a donne sconosciuti, accomunati da un'esistenza vissuta con ardore, nella certezza delle proprie convinzioni e spesso pericolosamente al di fuori degli schemi. Eroi di una storia marginale, come la definisce l'autore (e proprio Historia marginales è il titolo originale del libro), "una storia che non verrà mai scritta, - dice - ma non importa, perché ho imparato dagli asturiani che la vita è una serie infinita di piccoli trionfi e di grandi fallimenti". È proprio per sottrarre all'oblio questo patrimonio di esperienze e testimonianze che Sepúlveda decide di mettere per iscritto con il suo stile inconfondibile, ricco di partecipazione, diretto e incisivo ma anche poetico e fiabesco, le vicende di dolore, violenza, sconfitta, impegno politico e onestà intellettuale, gioia, malinconia di Lucas, il Professor Gálvez, i gemelli Duarte, Mister Simpah, Chuchú Vidal, il tenente Lilija Vladimirovna e le sue compagne, i coraggiosi lapponi, gli anonimi cavatori di marmo toscani, i fieri abitanti delle Asturie e molti altri. Tutti finalmente e per una volta alla ribalta. Come le rose del deserto di Atacama che sono sempre lì sotto la terra salata ma fioriscono solamente una volta l'anno. E "a mezzogiorno il sole le avrà già calcinate".


http://www.escritores.cl/sepulveda/index.htm commenti interessanti sull'autore